Recupero crediti: quali sono le fasi?

Aziende o professionisti, soprattutto negli ultimi tempi, possono trovarsi alle prese con fatture insolute e clienti che non pagano. Soldi, dunque, che non entrano e che devono essere recuperati. Per farlo è possibile seguire una precisa strada che è quella del recupero crediti, attraverso un piano strutturato. Generalmente l’attività si articola in una serie di fasi del recupero crediti, per cui se una fase non produce l’effetto sperato (il recupero del credito) si passa a quella successiva. Solitamente si identificano due fasi del recupero crediti principali per questa procedura molto complessa e delicata: fase stragiudiziale e fase giudiziale.

 

Le fasi del recupero crediti

Fase stragiudiziale: il sollecito

Nella fase stragiudiziale, il creditore potrà inviare al massimo tre solleciti al debitore appoggiandosi ad un legale che avrà anche il compito di mettere in mora il soggetto insolvente (professionista o azienda). Trattasi di una fase definita anche come “bonaria” in cui le parti provano a cercare un accordo per restituzione di quanto non pagato, magari attraverso precisi piani di rientro.

 

Fase giudiziale: la causa e il pignoramento

Ma se questa fase non dà i suoi frutti, è possibile passare alla fase giudiziale, dove si passa alle vie legali con conseguente causa in Tribunale. Prima di passare alle vie legali, però, è importante fare una verifica sugli eventuali beni pignorabili del debitore che potranno poi essere venduti per pagare il suo debito.  E’ evidente come un atteggiamento aggressivo possa far indietreggiare il soggetto in debito ancora di più sulle proprie posizioni. Successivamente, nell’eventualità di un risultato negativo anche di questa iniziativa, può essere utile far intervenire un negoziatore. Il compito di questo soggetto, che deve avere capacità d’introspezione psicologica inmodo da intendere le vere intenzioni del debitore, è quello di individuare il domicilio del soggetto obbligato e cercare di riscuotere il debito in oggetto.